venerdì 28 gennaio 2011

In battaglia tra le pagine di un libro
La storia dei cavalieri attraverso la letteratura

Armature splendenti, eroiche imprese, animo nobile: questo è ciò a cui pensiamo naturalmente quando sentiamo parlare di cavalieri. Provenienti dalle famiglie nobili, sempre in cerca di avventure, i cavalieri sono diventati i protagonisti del mondo medioevale e una figura vitale della letteratura, sia dell'epoca, sia contemporanea.
La cavalleria è nata intorno all'anno Mille, data fondamentale della storia medioevale, ed era rappresentata in maggior parte dai figli "cadetti" dei grandi feudatari, che non potevano aspirare all'eredità di un territorio; mentre un'altra componente di questa nuova classe sociale si identificava con i ministeriales, ovvero amministratori, castaldi e compagni d'arme di un cavaliere, elevati al rango di nobiltà. La cavalleria si è distinta per i grandi valori morali che promuoveva, come la prodezza e lo sprezzo per il pericolo, l'onore che non doveva essere in alcun modo compromesso, la lealtà nei confronti dell'avversario e l'assoluta fedeltà al proprio signore o al sovrano. Proprio da questo insieme di ideali si sviluppa la classica figura del cavaliere "senza macchia e senza paura", espressione ancora usata in epoca contemporanea e nel parlare comune.
Ma in che modo e per quale motivo questa figura è entrata così facilmente nella letteratura? Cosa ha procurato così tanto successo ai cavalieri, dal medioevo a oggi?
Innanzitutto, è naturale che questi eroi leggendari, paladani della giustizia, abbiano ispirato cantori e poeti medioevali, i quali dovevano comporre opere che affascinassero i loro ascoltatori. Si possono dunque distinguere due importanti generi letterari dell'epoca medioevale-cortese in cui i cavalieri hanno un ruolo centrale: la chanson de geste (canzone di gesta) e il romanzo cavalleresco. Entrambi i generi si sono sviluppati per la prima volta tra l'XI e il XIII secolo nel Nord della Francia, in lingua volgare (lingua d'oil).
Tra le canzoni di gesta, che si possono definire una sorta di auto-celebrazione di una casta di guerrieri, si individua come opera fondamentale la Chanson de Roland. Si tratta di un poema cavalleresco il cui testo sembra essere il risultato di una fusione di precedenti leggende trasmesse oralmente. Il protagonista è Orlando, uno dei più fidati paladini di Carlo Magno, che, caduto in un'imboscata durante la guerra contro i musulmani di Spagna, rinuncia a suonare l'Olifante, il magico corno per chiamare soccorso, pur di non mettere a repentaglio la vita del sovrano. Significativo è dunque l'atto sublime di sacrificio e fedeltà del cavaliere, che si ritrova specialmente nel passo del poema in cui viene raccontata la sua morte, gloriosa e serena.
Anche nel romanzo cavalleresco il cavaliere ha un ruolo fondamentale, ma le sue azioni sono quasi sempre incentrate nella ricerca (detta queste o quête) di un oggetto o di una donna. In questo genere letterario è caratteristica la presenza del meraviglioso e del fiabesco, in quanto si rifà ad antiche leggende del periodo celtico francese e inglese. Il cavaliere deve intraprendere avventure fantastiche, uccidere mostri terribili e superare altre difficili prove per migliorare se stesso e giungere alla perfezione dell'animo. Tra i temi trattati, sicuramente il più importante è quello dell'amore, un amore quasi sempre impossibile poiché adultero, che rischia di sfociare in tragedia, come nella vicenda di Tristano e Isotta.
Si può quindi osservare che la figura del cavaliere ha attraversato tutti i generi della letteratura del passato. Probabilmente ha acquisito così tanta importanza poiché racchiude dentro di sé una serie di ideali e valori che la società medioevale, testimone di frequenti ingiustizie e violenze, necessitava e desiderava. Questa considerazione vale anche per la società e la letteratura moderno-contemporanea, ma in aggiunta si può affermare che i cavalieri, e più in generale il periodo medioevale, suscitino un certo fascino nelle generazioni di oggi. Ciò deriva in parte dalla curiosità per la grande diversità di usi e costumi delle diverse epoche e in parte dal fatto che il medioevo richiama inevitabilmente le antiche leggende celtiche popolate da creature fantastiche come elfi, fate e draghi.
Proprio per questi motivi l'ambientazione medioevale è generalmente lo scenario di tanti romanzi del moderno genere fantasy, del quale "Il Signore degli Anelli" di Tolkien è sicuramente l'opera più significativa. Tale romanzo, di notevole spessore e incredibile complessità, ha affascinato moltissime generazioni della seconda metà del Novecento e successive, nonché ispirato molti altri romanzi dello stesso genere. Qui il cavaliere per eccellenza è rappresentato dal ramingo Aragorn, legittimo erede al trono del Regno degli Uomini, che combatte e dimostra il suo valore in diversi episodi della storia, per raggiungere il massimo della sua gloria nella battaglia finale contro il terribile esercito di orchi del malvagio Sauron.
Sempre parlando di letteratura moderna, è necessario citare "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino (1959) dove viene data una nuova interpretazione di cavaliere. Il romanzo, descritto come romanzo filosofico, narra di Agilulfo, un cavaliere "che non esiste", ma è costituito solamente da fede e forza di volontà, sicuramente notevoli qualità, ma che non bastano certo a rendere "reale" un uomo. Nella storia compare anche un personaggio di antitesi ad Agilulfo, Gurdulù, dotato di concretezza e fisicità, ma sicuramente privo di ogni volontà. La sintesi di questi due individui si trova in Rambaldo, giovane impulsivo, l'unico "cavaliere" destinato ad avere un futuro, anche grazie all'armatura donatagli dallo stesso Agilulfo.
Riguardo agli anni più recenti non bisogna dimenticare l'esordiente Christopher Paolini che appena quindicenne ha scritto "Eragon", il suo primo e fortunato romanzo fantasy, rivolto ad un pubblico di giovani lettori. Qui elementi del mondo medioevali sono piacevolmente uniti ad una componente fantastica originale e accattivante: i cavalieri non mancano, ma questa volta volano cavalcando draghi, con i quali hanno un magico e potente legame.
Da quanto detto, si può dunque comprendere il grande ruolo del cavaliere nella letteratura del passato e del presente: ormai non più un personaggio specifico, si è trasformato in un semplice tipo comune a generi diversi, un'immagine di coraggio e di valore.


video

(Nel video: Aragorn esorta gli uomini a combattere per salvare la Terra di Mezzo; la scena è tratta dal film dl terzo libro della saga di Tolkien, "Il ritorno del Re")


giovedì 27 gennaio 2011

La bellezza e i suoi effetti collaterali

Con l'innalzamento dell'aspettativa di vita e il miraggio di una vecchiaia sempre più lontana, per la società di oggi la cura del corpo è diventata un'ossessione. Lo si può chiaramente notare ogniqualvolta si accende la televisione: le pubblicità di prodotti per l'estetica sono frequentissime, così come le apparizioni di donne con nasi, seni rifatti o di uomini super-atletici anche dopo i cinquant'anni.
Interessarsi del proprio corpo non è affatto da biasimarsi: mantenere un'alimentazione sana, praticare attività fisica ed evitare vizi come il fumo, aiutano non solo a migliorare il proprio aspetto, ma anche ad allontanare malattie più o meno gravi. Inoltre il desiderio di un corpo bello e in salute è da sempre stato presente nella mentalità umana, collegato al bisogno di autostima e rispetto. Ma non bisogna fare di un desiderio legittimo un obbligo universale, una trappola per la società. Sembra infatti che avere un corpo perfetto ed eternamente giovane sia diventato una delle maggiori preoccupazioni di uomini e donne che si avviano verso l'inevitabile vecchiaia, cosa che porta conseguenze preoccupanti da diversi punti di vista.
Innanzitutto il nostro corpo, ciò che per primo dà un'idea della nostra personalità e che racconta agli altri la nostra vita, diventa anonimo e omologato e perde tutta la sua individualità. Così, dove va a finire la nostra essenza? Oggi è nascosta da sorrisi innaturalmente tirati e facce totalmente inespressive e continuando di questo passo sarà perduta per sempre. Il nostro corpo non servirà ad altro che a garantirci una posizione nella società o ad aprirci la strada verso il mondo dello spettacolo perché, come ci insegna la pubblicità di Miss Italia, "la bellezza è un talento". Ma è un merito nascere belli? Qual è la vera bellezza? Una volta si diceva che fosse quella interiore, la grandezza d'animo, ma recentemente questo valore sembra essere stato completamente dimenticato...forse perché scomodo: le rughe si possono eliminare, ma non esiste alcuna operazione chirurgica che possa "nobilitare l'animo".
Anche la nostra storia e le nostre esperienze vengono cancellate da questo nuovo modello di successo, poiché "il corpo permette non solo alle donne, ma anche agli uomini, di vivere più volte la stessa vita, di ricominciare ad amare e desiderare come quando erano più giovani", come afferma Michela Marzano in articolo uscito su La Repubblica. Ma la filosofa ci ricorda anche che "ogni età ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi" e bisogna cogliere gli aspetti positivi di ciò che stiamo vivendo, senza preoccuparci di invecchiare "prima del tempo".
Se si può accettare una certa libertà nell'occuparsi del proprio corpo, bisogna però fare attenzione a non far diventare la vecchiaia un tabù. Non tutte le persone desiderano (e giustamente!) restare "giovani per sempre", oppure non ne hanno le possibilità: vanno perciò discriminate, colpevolizzate? Assolutamente no. Anzi, vanno ammirate per la loro sincerità, qualcosa che al giorno d'oggi è purtroppo in via d'estinzione. Diceva Anna Magnani al truccatore sul set di "Mamma Roma" di Pasolini: "Non cancellarmi le rughe, lasciamele tutte. Ci ho messo una vita a farle".
Dunque amiamoci per quello che siamo e non cerchiamo di assomigliare a modelli definiti "perfetti" dalla società. Ricordiamoci di restare in sintonia con il nostro corpo e di curarlo, ma anche di ammirarlo per le imperfezioni che ci rendono unici al mondo e irripetibili.

lunedì 24 gennaio 2011

Help!

Da qualche giorno sono affetta da una grave forma di... Beatlemania! Sono diventata talmente dipendente dalla musica dei Beatles, che mi ritrovo a mormorare i versi di Yesterday, She loves you, Can't buy me love, Penny Lane, Let it be (tanto per citare alcune delle più famose) senza accorgermene, otto giorni alla settimana! Ahh quanto vorrei poter andare a un loro concerto... Per la serie, viva i desideri impossibili! :D
Posso farcela: mi accontenterò di ammirarli attraverso uno schermo, sperando di contagiare qualcuno dei miei lettori!


Hey, you've got to hide your love away... <3

sabato 22 gennaio 2011

Speranze alla fermata del treno

Ogni giorno la voce della nostra coscienza arriva da un altoparlante:
"Buongiorno, benvenuti a bordo del treno... Grazie per aver scelto Trenitalia"
Come se avessimo scelta. (Non si può scegliere, a maggior ragione se si è studenti pendolari.)
Io lo so bene cosa sceglierei se ne avessi la possibilità.
Sceglierei
Treni puntuali, senza un ritardo giornaliero variabile dai 5 ai 10 minuti
Treni efficienti, che non rimangano fermi quando cade un dito di neve
Treni puliti, che non abbiano macchie su ogni sedile
Treni sicuri, che non siano sovraffollati
Corse frequenti, per non perdere un'ora di tempo tutti i giorni
Stazioni riscaldate d'inverno nei piccoli paesi, per non avere un raffreddore cronico
Personale attento, che non si accorga di un guasto solo al momento della partenza
Personale rigoroso, che effettui controlli seri, o almeno che li effettui.

Ma sceglierei anche un comportamento civile da parte degli studenti che, come me, salgono e scendono dai treni ogni mattina. Sceglierei silenzio, rispetto per gli altri viaggiatori e per il mezzo stesso.

Non possiamo pretendere che qualcuno abbia rispetto per noi, se per primi non ci impegniamo ad essere persone migliori.

domenica 2 gennaio 2011

Giornata mondiale della pace

Quanti di voi sapevano che ieri, 1° gennaio, si "festeggiava" la Giornata mondiale della pace? Devo ammettere che purtroppo fino a oggi non lo sapevo neanch'io...del resto, pare non ci sia un grande interesse a ricordarlo da parte di chi dovrebbe. E la gente non viene informata (e non si informa) a proposito.
Per fortuna c'è chi guarda più in là dei propri interessi personali e capisce che è necessario pensare al bene comune, non solo della propria nazione, ma dell'umanità intera.
Pensateci.... Ci è stata regalata una nave, una nave che ci sembrava tanto grande e bella, ma che prestissimo si è riempita. Si è riempita talmente che abbiamo dovuto dividerla in reparti: qualche furbo ha pensato bene di crearne alcuni di lusso, dove pochi di noi se ne stanno comodi in poltrona, e altri dove abbiamo radunato troppe persone tutte schiacciate. In questo modo la nave ha cominciato a sbilanciarsi e ha subito profonde rotture... Ora stenta a procedere, la nostra povera e vecchia nave, stenta a procedere e potrebbe anche affondare, ma chi ci pensa? I ricchi in poltrona no di certo...la barca non è mica la loro. E tutte quelle povere persone schiacciate e stipate? Loro non ce la fanno, a malapena riescono a sopravvivere. Ma non basta tutto questo, perchè alcuni ricchi non sono più soddisfatti della loro bella poltrona e ne vorrebbero una ancora più soffice e comoda: la colpa è di tutte quelle persone stipate! Facciamo la guerra contro di loro! E nel frattempo altri ricchi pensano: la tua poltrona è più bella della mia, non è giusto, ti dichiaro guerra! E così, la vecchia nave si trasforma in un teatro di macabri spettacoli, ma nonostante ciò, continua ad imbarcare acqua e sempre più velocemente...

Da www.ilfattoquotidiano.it
La campagna “Bandiere di pace” ha preso il via oggi 1° gennaio 2011, giornata mondiale della pace, e si concluderà domenica 25 settembre 2011, giorno in cui si svolgerà  la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi. Tutti i cittadini sono invitati ad appendere la bandiera al balcone di casa (ufficio, negozio, scuola…), scattare una foto e inviarla all’indirizzo redazione@perlapace.it.

Dichiarazione di pace
L’Italia che compie 150 anni ha una gran bella Costituzione. L’Italia, che compie 150 anni, ripudia la guerra, lavora per la pace e la giustizia, promuove la sicurezza umana e la democrazia internazionale rafforzando l’Unione Europea e l’Onu. Smette di fare la guerra in Afghanistan e costruisce la pace in Medio Oriente, in Africa e nel resto del mondo. Lotta contro la povertà e le disuguaglianze sociali nelle nostre città, in Europa e nel mondo e promuove un lavoro dignitoso per tutti. Taglia le spese militari e smette di vendere armi nel mondo. Investe sull’educazione, sulla cultura, sulla formazione e sul protagonismo dei giovani. Rispetta i diritti umani, a cominciare da quelli dei migranti che vivono e nascono nel nostro paese, e si batte contro le mafie, la corruzione, l’illegalità e ogni forma di razzismo e di violenza. Cura la Terra, difende i beni comuni e promuove nuovi stili di vita. Questa è l’Italia che amo, che festeggio e che voglio costruire.(www.perlapace.it)

sabato 1 gennaio 2011

Cominciamo male

Anno nuovo, vita nuova? Per queste povere creature proprio no: gabbia, torture, ordini, sporcizia, dolore. Così hanno sempre vissuto e non li attende un anno migliore.
Fermiamo questa inutile crudeltà!