giovedì 8 dicembre 2011

The dreamer



Imagine - John Lennon

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

domenica 4 dicembre 2011

Arrietty

---ATTENZIONE SPOILER---

Come ci sembrerebbe il mondo se una foglia di alloro fosse più alta di noi? Cosa faremmo se un gatto più grande della nostra stessa casa ci inseguisse a fauci spalancate? Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento, ultimo capolavoro dello Studio Ghibli, vuole farci capire quanto sia importante non dare nulla per scontato.
Arrietty ha quattordici anni quando suo padre decide di portarla con sé per la sua prima presa-in-prestito. Come sempre agiscono con prudenza, ma il mondo degli umani è grande e pieno di pericoli, soprattutto per delle personcine non più alte di dieci centimetri. Così accade quello che non avveniva da anni: un ragazzino umano intravede la piccola figura di Arrietty. Potrebbe essere la fine per la sua famiglia, una delle poche sopravvissute della razza dei prendi-in-prestito, ma l'incontro fra Arrietty e il giovane Shō avrà un risvolto inaspettato, trasformandosi in un'amicizia destinata a durare per sempre.
Dalla regia dell'esordiente Hiromasa Yonebayashi e con la sceneggiatura del premio Oscar Hayao Miyazaki, ecco l'originale trasposizione cinematografica delle avventure degli Sgraffignoli, i minuscoli protagonisti di alcuni romanzi per ragazzi scritti da Mary Norton e conosciuti col nome originale The Borrowers.
E' sorprendente notare come dietro ad una semplice favola per bambini, si celino messaggi di così commovente profondità. Infatti, in questo film d'animazione apparentemente destinato ai più piccoli, vengono affrontate molte importanti tematiche che possono essere pienamente apprezzate anche da un pubblico adulto.  Troviamo quindi la diversità dei punti di vista, il contrasto fra il consumismo e il risparmio, la diffidenza nei confronti del diverso, la lotta per la sopravvivenza, la paura della morte. Ma la soluzione, sembra insegnarci questa storia, è incredibilmente semplice: l'amore, l'amicizia e il rispetto reciproco sono il magico ponte per superare tutte le difficoltà. 
Shō ed Arrietty  hanno entrambi un destino difficile, ma riescono a trovare la forza di vivere l'uno nell'altra. Entrambi i giovani scoprono e si confrontano con un mondo nuovo, imparano ad amare la vita aiutandosi a vicenda e vincono infine le loro paure. E se anche la loro storia non ha il lieto fine che tutti ci attendiamo, riflettendo un poco ci rendiamo conto che è giusto così e capiamo che proprio nell'addio fra Arrietty e Shō si concentra tutta la dolcezza e la delicatezza di questa poetica favola.

mercoledì 9 novembre 2011

Lilies in the Valley



Libertà.

Non ci resta che manifestare


La parola democrazia significa etimologicamente governo del popolo. L’Italia è uno Stato democratico, i cittadini eleggono i propri rappresentanti affinché questi, in loro vece, possano guidare il Paese nel rispetto delle loro volontà. Dunque i cittadini dovrebbero essere soddisfatti dello Stato che loro stessi hanno creato. Purtroppo non è così: i rappresentanti dei cittadini sono stati corrotti dall’avidità e dal desiderio di un sempre maggiore potere. Hanno dato origine ad una casta privilegiata e hanno diminuito progressivamente il potere del cittadino comune, il quale oggi può contare solo sul referendum, sull’iniziativa legislativa popolare e sulla petizione, come strumenti di democrazia diretta. Strumenti però che hanno un valore marginale e risultati effettivi scarsi.
La popolazione, desiderosa di far valere i propri diritti, ha così cominciato ad attuare forme di protesta organizzate, come scioperi e manifestazioni in piazza. Gli scioperi però non vedono grandi adesioni in quanto molte persone, che sono in una situazione economica disagiata, non possono rinunciare allo stipendio di una giornata. Spesso inoltre, attraverso uno sciopero, non si ottengono miglioramenti.
Rimane quindi l’opzione di scendere in piazza e reclamare a gran voce una maggiore giustizia. Ormai si è giunti ad un punto in cui non ha più senso domandarsi se questo sia giusto o sbagliato, perché non c’è alternativa. Ovviamente i grandi cortei hanno lati positivi e negativi e, non ultimo, devono essere organizzati e condotti con responsabilità e giudizio.
Innanzitutto, tenendo conto che l’essere umano è dotato di ragione e dovrebbe essere abituato a risolvere le dispute senza ricorrere alla violenza, una manifestazione deve essere sempre e comunque pacifica. Purtroppo, un grande assembramento di gente e la confusione che ne deriva crea molto spesso un’occasione per atti violenti e di carattere rivoltoso da parte di gruppi estremisti o vandalici (probabilmente guidati e incitati da forze occulte). Questo porta inevitabilmente al fallimento della manifestazione e al suo screditamento da parte dei media.
Tuttavia, molte volte, è proprio grazie alla diffusione delle immagini tramite la televisione o il web, che le manifestazioni di piazza hanno grande successo. Per successo s’intende non solo un grande numero di persone presenti, ma anche il coinvolgimento emotivo di coloro che non possono partecipare per via della lontananza o altri impedimenti. Infatti una manifestazione non ha solo il fine di influenzare l’azione di coloro che hanno il potere, ma anche quello di sensibilizzare il resto della popolazione riguardo un certo problema: con la volontà di un maggior numero di persone è più facile ottenere un risultato, un cambiamento.
Per quali ragioni quindi si dovrebbe gridare a gran voce la propria indignazione, organizzare cortei, occupare edifici? Le motivazioni sono innumerevoli e cambiano a seconda della condizione sociale, del luogo in cui si vive, della professione che si esercita. Nonostante ciò, è impossibile negare che il nostro Paese stia subendo una profonda crisi, non solo a livello economico, ma in tutti i settori della sua organizzazione. E’ pertanto corretto scendere in piazza per reclamare una maggiore uguaglianza, una maggiore libertà di stampa e di pensiero, per poter definire sinceramente l’Italia uno stato libero. E’ necessario denunciare il lusso scandaloso della classe dirigente, e il suo assente interessamento al problema della disoccupazione e del crescente impoverimento delle famiglie italiane, per non rischiare un crollo finanziario. E’ fondamentale cercare di salvare il diritto all’istruzione, costantemente minacciato da riforme che mirano ad un abbassamento culturale della popolazione media. E’ infine giusto reclamare una maggiore attenzione ai problemi ambientali, chiedere servizi di trasporto più funzionali ed ecologici, perché non si deve dimenticare, che se la barca affonda, i passeggeri affondano con essa.