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mercoledì 25 dicembre 2013

All I want for Christmas... (Modalità nerd: ON)

- il Dottore
- il Dottore nel TARDIS
- un biglietto di sola andata per la Terra di Mezzo
- un Giratempo (nel caso il TARDIS fosse troppo ingombrante da portare sulla slitta...)
- il Castello Errante di Howl
- una Spada Laser
- un  maestro di Waterbending
...
 
Forse sono un tantino esigente.
Ma solo forse.

BUON NATALE A TUTTI!



 




giovedì 4 luglio 2013

Into Darkness




Estraniamoci un attimo dalla guerra fra i severissimi Trekkers e i fanatici della fantascienza tutta effetti speciali-colpi di scena per dare un giudizio super partes di questo nuovo blockbuster di J.J. Abrams.
Sebbene Into Darkness abbia effettivamente dato un taglio più moderno alle avventure dell'Enterprise rinunciando all'assoluta fedeltà alla serie classica, risulta tuttavia essere una pellicola ricca di pregi in molti ambiti.
Non sono tanto le esplosioni e le peripezie dei protagonisti a rendere accattivante il film, ma piuttosto lo studiato alternarsi di atmosfere divertenti e drammatiche. Si tratta di un equilibrato mix che valorizza ogni scena: diversi i momenti per commuoversi, ma non manca lo spazio per una bella risata. Va inoltre spesa una parola per i dialoghi, decisamente brillanti e non banalizzati da frasi fatte.
Per quanto riguarda la trama, essa non si discosta dallo schema lineare "comparsa del nemico - inseguimenti e battaglie - scontro finale - lieto fine". Del resto, Into Darkness rimane pur sempre un film di intrattenimento, in qualche modo obbligato a seguire degli standard per trovare l'approvazione del grande pubblico. Colpi di scena e situazioni inaspettate, tuttavia, sono garantiti.
In aggiunta, il punto di maggior forza risiede sicuramente nella caratterizzazione dei personaggi e nella notevole interpretazione da parte degli attori protagonisti. Il giovane e impetuoso Kirk (Chris Pine) e il logicissimo Spock (Zachary Quinto) consolidano il loro bellissimo rapporto avviato nel precedente film, ma un altro affascinante personaggio entra qui in scena: lo spietato Khan, interpretato magistralmente dall'attore britannico Benedict Cumberbatch. Non si tratta del "cattivo a tutto tondo", bensì di un nemico-vittima con luci ed ombre, un vendicatore solitario avvolto in un alone di mistero. Finalmente un personaggio fuori dalla schiera dei "buoni" di cui poter prendere (moderatamente!) le parti.
Ecco però che arriviamo ai punti dolenti di questa pellicola. Innanzitutto una bocciatura completa del personaggio di Carol Wallace, figlia dell'ammiraglio Marcus. La sua bellezza tipicamente artificiale si affianca ad una presunta intelligenza poco credibile, dando così origine ad un personaggio femminile utilizzato come amo da pesca nel trailer, ma di fatto inutile per lo svolgimento della storia. Seconda pecca: tanta "fanta" e poca scienza. Possiamo chiudere un occhio sulle futuristiche tecnologie, ma alcune scene richiedono un certo sforzo di volontà per essere accettate da chi conosce, anche minimamente, le leggi della fisica.
Ma nonostante questi incidenti di percorso, Into Darkness risulta essere un film più che riuscito, un'occasione per evadare un poco dalla quotidianità e fare un volo nello spazio.

sabato 22 dicembre 2012

La fine del mondo

Ebbene, il fatidico 21 dicembre 2012 è passato senza significativi cambiamenti per la popolazione terrestre. Siamo tutti sopravvissuti, e forse un po' delusi (perché lo so che nonostante la vostra inappuntabile razionalità, in fondo a voi stessi, nascosta in un angolino, restava quella piccola insignificante domandina: chissà se poi succede qualcosa?). Pazienza, ci saranno altri tempi per alieni, asteroidi e tsunami.
Per ora consolatevi e riflettete leggendo questo brillante racconto di Stefano Benni, pubblicato su La Repubblica per celebrare il grande giorno.

PUBBLICHIAMO la seguente lettera recapitata ieri a duecento capi di Stato del mondo.
Gentili indigeni dirigenti del pianeta T34678, (nel vostro linguaggio" Terra"). 

Il mio nome è Ehy23gbsz44porzkbonalè e sono il direttore generale di Equicosmo, l'agenzia di riscossione tributi della galassia. Mi duole comunicarvi che domani scade il termine della cartella esattoriale inviatavi trent'anni fa. In questo documento si comunicava che siete stati multati per gravi danni all'equilibrio del sistema solare, evasione alla tassa sui rifiuti spaziali, occupazione abusiva di orbita e modifica climatica non autorizzata. La multa, con i diritti di mora, ammonta a: 34000 groz (un groz corrisponde al pil della Cina) per inquinamento e surriscaldamento atmosferico e oceanico 25000 groz per scioglimento ghiacciai 20000 groz per esaurimento riserve idriche, risorse petrolifere e deforestazione selvaggia 34236 groz per mancanza di politica alimentare e aumento della popolazione non sfamabile 11210 groz per estinzione di centomila specie animali e vegetali. groz per IMUPP (tassa sul primo pianeta) 131 groz per danni causati dai vostri satelliti a quelli che voi chiamate Ufo e sono invece i nostri autobus 27 groz per schiamazzi galattici, cioè superamento della soglia di rumori sgradevoli come esplosioni nucleari, MTV e musica negli ascensori 16 groz per spese di cancelleria (i nostri francobolli sono grandi come la vostra Svizzera) 3 groz per shopping non pagato di certa signora Minetti che ha acquistato su Alpha Centauri cosmetici, abitie una pelliccia di skuznzelk per conto della regione Lombardia Come forse sapete, visto i tanti film che avete dedicato alla Fine del Mondo, Equicosmo prevede in caso di inadempienza, la distruzione del pianeta debitore mediante lancio di asteroide gigante. Per voi è stato scelto Calcolino, un calcolo renale di un milione di tonnellate. Ma poiché noi siamo severi ma giusti, potete ancora rimediare.
Avete ventiquattro ore di tempo per ricostruire i ghiacciai, fermare le emissioni inquinanti, fornirci i dati di un piano alimentare mondiale, ricreare geneticamente il Dodo, e far pagare questa Minetti. Sappiamo che ventiquattro ore sono poche, ma avete avuto anni per pensarci. Il precedente avviso di multa fu comunicato a un vostro leader terrestre che si proclamava il più grande statista del mondo. Si comportò malissimo con la nostra postina saturniana, che ha sette culi, poi delirò di persecuzione interplanetaria. A differenza vostra, non prescriviamo i reati e le infrazioni. Potete però compilare il MRC (modulo rinvio catastrofe) il foglietto allegato di sette millimetri che contiene 23 milioni di voci. Un solo errore lo renderà non valido. Esso dovrà pervenire entro al nostro ufficio Perdoni e Dilazioni entro un anno equicosmico, cioè tre secondi terrestri. Uno, due, tre, tempo scaduto.
Anche a noi piace scherzare! Essendo noi di Equicosmo severi ma corruttibili, comunichiamo altresì che un'ora prima dell'impatto con l'asteroide, alcune nostre astronavi atterreranno in piazza San Pietro, nella Death valley e nella salina di Sal'e Porcus. Pagando il biglietto di un groz, o l'equivalente in oro o bund tedeschi, potete avere il biglietto. Possiamo portare in salvo duemila terrestri. La cifra non è comprensiva dei pasti a bordo e va inviata entro mezzanotte al seguente conto: Maya 346, Bank of Cayman, o consegnata a mano all'avvocato Taormina, o ai topi con apposita divisa da hostess, nostri rappresentanti sulla terra. Non pensate a una truffa. Se avete dei dubbi sulla serietà del nostro provvedimento vi informiamo che la nostra stima, una volta avviata la procedura di cancellazione, è che il numero di superstiti umani sia di circa 18 unità. Divertitevi coi vostri soliti sondaggi a capire le loro intenzioni di voto.
Ci dispiace di chiedervi questo sacrificio, comunque necessario per gli equilibri interstellari della cosmozona. Vi diamo comunque un po' di tempo per trasferirvi sul vostro pianeta di scorta, da dove potrete sicuramente assistere all'esplosione in diretta.
Ps. All'ultimo momento ci comunicano, con nostro grande stupore, che voi non avete un pianeta di scorta, ma che la terra è l'unico pianeta che avete a disposizione. Da come vi siete comportati, proprio non sembrava. Purtroppo la procedura è avviata e Calcolino è in viaggio. Potete comunque presentare un reclamo. Ci duole però informarvi che il nostro ufficio reclami è chiuso per le feste stramagniche, che sarebbero le vostre ferie natalizie, e riaprirà il giorno terrestre 27.
Spiacenti. Eravate divertenti, nella vostra stupidità, abbiamo riso molto vedendo la conferenza sul clima di Doha, adoriamo i vostri drammi sugli arbitraggi calcistici e il vostro sport di ammazzare le ex fidanzate, e infine ci sarebbe piaciuto vedere quanti partiti si sarebbero presentati alle elezioni italiane. Ci mancherete. Cordiali saluti Per il servizio Equicosmo il direttore generale Ehy23gbsz44porzkbonalè
© RIPRODUZIONE RISERVATA
STEFANO BENNI

giovedì 8 dicembre 2011

The dreamer



Imagine - John Lennon

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

venerdì 12 agosto 2011

Vita extraterrestre? ✓Sì. No. Forse.

E’ stato calcolato che l’orizzonte cosmico1 dista all’incirca a 13,7 miliardi di anni luce dal nostro pianeta. Questo vuol dire che la luce delle stelle più lontane ha impiegato 13,7 miliardi di anni per arrivare fino a noi, un tempo tre volte più lungo dell’età della Terra. Inoltre, secondo recenti stime, il numero di stelle presenti nell’universo è pari ad un valore esprimibile con un 3 seguito da 23 zeri2. Ma non è tutto, perché grazie alla missione Kepler, la NASA ha individuato ben 1235 pianeti potenzialmente abitabili solo all’interno della nostra Galassia3.
Date queste premesse, è completamente illogico pensare che la Terra sia l’unico pianeta ospitante la vita, nell’immensità dell’Universo. Non importa essere esperti astronomi per capirlo, né eseguire complicati calcoli probabilistici, ma semplicemente usare un po’ di buon senso. «A parità di fattori la soluzione più semplice è da preferire» così recita il principio noto come Rasoio di Occam4, con il quale si tende ad eliminare da un’ipotesi gli elementi più complicati e non necessari. Ora, è più semplice pensare che la vita si sia sviluppata un’unica volta, in un solo pianeta fra i miliardi di miliardi presenti nel cosmo, in un momento non precisato, grazie ad una reazione a catena chimico-biologica dall’origine non ben definita, o che la vita esista distribuita nell’universo e si sia sviluppata non una, bensì infinite volte, grazie all’impressionante quantità di spazio e materia? Ovviamente non si può azzardare un’ipotesi tanto impegnativa senza l’appoggio di valide argomentazioni. Parlare di prove in questo caso è esagerato, ma possiamo esaminare fatti, studi e scoperte e considerarli come indizi o suggerimenti.
L’esistenza o meno di extraterrestri è un problema che, al giorno d’oggi, si può affrontare ancora solamente da un punto di vista teorico, ma ciò non esclude che sia un argomento affascinante per scienziati e filosofi, quanto per la gente comune. Ed è da qui che nasce l’ufologia, la pseudo-scienza che si occupa di raccogliere e analizzare documenti riguardanti gli UFO5, ovvero i presunti segnali del passaggio sulla terra di forme di vita aliene. Nel corso della storia sono stati registrati numerosissimi avvistamenti, eventi misteriosi,“contatti ravvicinati” e “rapimenti” e ancora oggi in tutto il mondo vengono segnalati casi analoghi. Come scrivono i giornalisti Pippo Battaglia e Walter Ferreri nel loro famoso saggio C’è vita nell’Universo?, «sono numerose le ipotesi che possono spiegare la natura degli UFO. Si potrebbe, per esempio, pensare che all’origine di un certo numero di avvistamenti vi siano, in realtà, fenomeni geofisici ancora poco conosciuti, oppure velivoli sperimentali segreti, senza tuttavia escludere del tutto la natura extraterrestre. La verità è che noi non possiamo spiegare tutto con la razionalità e le conoscenze.»6
Nonostante questo, il ragionamento può essere un ulteriore mezzo per sostenere la tesi proposta: basta infatti applicare alcune semplici regole della logica per capire che la presenza di vita nell’universo all’infuori della Terra è più probabile della sua assenza.
Per dimostrare che la vita nell'universo ESISTE basterebbe trovare un solo luogo nell'intero universo dove essa sia presente, ma per dimostrare che la vita NON ESISTE bisognerebbe dimostrare che in NESSUN luogo dell'intero universo esiste una qualsiasi forma di vita. Viceversa, per FALSIFICARE la prima teoria, cioè per dire: E' FALSO CHE la vita nell'universo ESISTE, bisognerebbe controllare tutto l'universo e accertarsi che non esista neanche il più piccolo insignificante batterio, mentre per FALSIFICARE la seconda teoria, cioè per dire: E' FALSO CHE la vita nell'universo NON ESISTE basterebbe trovare un unico luogo in cui essa invece esiste. Riassumendo questo cervellotico concetto, è più facile dimostrare che la vita nell'universo esiste che negarlo, ma allo stesso tempo è più facile negare che essa non esiste, piuttosto che dimostrarlo.
Da ciò si evince che l’ipotesi dell’assenza di vita nell’universo è falsificabile, secondo il criterio di falsificabilità7 ideato da Karl Popper per distinguere le teorie scientifiche da quelle non scientifiche. Così l’esobiologia, ovvero lo studio teorico di possibili forme di vita extraterrestri, diventa un valido campo di ricerca scientifica. Due importanti episodi della storia di questa scienza sono stati il ritrovamento del meteorite Murchison nel 1969 e di alcuni meteoriti provenienti da Marte nel 1997. Nel meteorite Murchison sono stati ritrovati oltre cento tipo diversi di amminoacidi, le basi chimiche della vita; mentre con l’esame dei meteoriti provenienti da Marte sono stati trovati alcuni microfossili di batteri extraterrestri8. Ma se tutto questo mette una certa curiosità, ancora più interessante è lo studio dell’origine della vita, terrestre e non. Come si trova scritto nel saggio Vita nel cosmo. Esistono gli extraterrestri? di Steven J. Dick9, alcuni biologi, opponendosi agli evoluzionisti, cercano la chiave di una biologia universale, sostenendo dunque la teoria della Panspermia10. Si pensa comunemente che la base chimica della vita sia il carbonio (così come avviene sulla Terra), ma alcuni sostengono che forme di vita alternative potrebbero svilupparsi dal silicio, essendo un elemento simile al carbonio stesso.
Infine c’è chi si domanda se su altri pianeti siano presenti delle specie intelligenti. In caso affermativo, perché non cercano di comunicare con noi? «È possibile» spiega il noto astrofisico Stephen Hawking «che là, tra le stelle, vi sia una specie progredita che sa che esistiamo, ma ci lascia cuocere nel nostro brodo primitivo. Però è difficile che abbia tanti riguardi verso una forma di vita inferiore: forse che noi ci preoccupiamo di quanti insetti o lombrichi schiacciamo sotto i piedi? Una spiegazione più plausibile è che vi siano scarsissime probabilità che la vita si sviluppi su altri pianeti o che, sviluppatasi, diventi intelligente.»11 In realtà, in aggiunta a quanto detto in precedenza, non solo è probabile che altre forme di vita siano presenti nell’universo, ma è ragionevole pensare che in molti altri pianeti si siano sviluppate razze intelligenti. Questo è ciò che sostiene anche il fisico Paul C.W. Davies: «La coscienza, lungi dall’essere un incidente insignificante, è un tratto fondamentale dell’universo, un prodotto naturale del funzionamento delle leggi della natura, alle quali è collegata in modo profondo e ancora misterioso. […] Se questo modo di vedere le cose è giusto, se la coscienza è un fenomeno basilare che fa parte del funzionamento delle leggi dell’universo, possiamo supporre che sia emersa anche altrove. La ricerca di esseri alieni può dunque essere vista come un modo per mettere alla prova l’ipotesi che viviamo in un universo che non solo è in evoluzione, come dimostra l’emergere della vita e della coscienza dal caos primordiale, ma in cui la mente svolge un ruolo fondamentale.»12
In ogni caso, esiste un ultimo, semplicissimo motivo per cui dovrebbe esistere la vita nell’universo: esso è talmente vasto che se ci fossimo solo noi, sarebbe un grande spreco di spazio13.



Note:

1.          Secondo la teoria del Big Bang, con l’espressione orizzonte cosmico si intende il limite estremo di espansione dell’universo.
2.          La stima è stata effettuata lo scorso gennaio dagli astronomi americani Pieter van Dokkum e Charlie Conroy. Fonte: Ansa
3.          NASA trova molti pianeti simili alla Terra nella zona abitabile, potrebbero avere acqua liquida, articolo pubblicato su Gaianews.
4.          Con l’espressione Rasoio di Occam, si indica un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Occam. La metafora del rasoio concretizza l'idea che sia opportuno, dal punto di vista metodologico, eliminare con tagli di lama e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate. In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. Fonte: Wikipedia
5.          La sigla sta per Unidentified Flying Object, in italiano: Oggetto volante non identificato. Per estensione tale sigla viene utilizzata per indicare qualsiasi avvistamento misterioso.
6.          Pippo Battaglia -Walter Ferreri, C’è vita nell’Universo? La scienza e la ricerca di altre civiltà, Torino 2008
7.          Il criterio di falsificabilità afferma che una teoria, per essere controllabile, e perciò scientifica, deve essere “falsificabile”: in termini logici, dalle sue premesse di base devono poter essere deducibili le condizioni di almeno un esperimento che la possa dimostrare integralmente falsa alla prova dei fatti. Fonte: Wikipedia
8.          Wikipedia, voce: esobiologia
9.          Steven J. Dick, Vita nel cosmo. Esistono gli extraterrestri?, Milano 2002 (ed. originale 1998)
10.      La Panspermia è una teoria scientifica che suggerisce che i semi della vita (in senso ovviamente figurato) siano sparsi per l'Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata con l'arrivo di detti semi e il loro sviluppo. È implicito quindi che ciò possa accadere anche su molti altri pianeti. Per estensione, semi si potrebbero considerare anche semplici molecole organiche. Una conseguenza della Panspermia è che la vita, in tutto l'Universo, dovrebbe avere una biochimica sorprendentemente simile, perché deriverebbe dagli stessi organismi ancestrali. Fonte: Wikipedia
11.      Stephen Hawking, L’universo in un guscio di noce, Milano 2010 (ed. originale 2001)
12.      Paul C.W. Davies, Siamo soli? Implicazioni filosofiche della scoperta della vita extraterrestre, Roma-Bari 1998 (1a ed. 1994)
13.      Contact, USA, 1997, regia di Robert Zemeckis