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martedì 2 luglio 2013

La perfezione distorta de "Il Mondo Nuovo"



«Le utopie appaiono oggi assai più realizzabili di quanto non si credesse un tempo. E noi ci troviamo attualmente davanti a una questione ben più angosciosa: come evitare la loro realizzazione definitiva? [...] Le utopie sono realizzabili. La vita marcia verso le utopie. E forse un secolo nuovo comincia; un secolo nel quale gli intellettuali e la classe colta penseranno ai mezzi d'evitare le utopie e di ritornare a una società non utopistica, meno "perfetta" e più libera.»
[Nicola Berdiaeff – dall'epigrafe de Il Mondo Nuovo]



Brave New World (titolo originale del famoso romanzo di Aldous Huxley) esce nel 1932, in un clima politico assai inquietante. In Europa si stanno consolidando le ideologie militaresche dei diversi totalitarismi, le nuove parole d'ordine sono “programma” e “organizzazione”. Si tratta dunque di un mondo in pericolo, dove l'intervento massiccio dello Stato nella vita privata e la massificazione generale della società minacciano la conservazione dell'individualità.
Sono questi infatti gli oggetti della pungente critica huxleyana, che si propone di rovesciare l'ordine della perfezione e del benessere sociale a cui ammiccano i governi totalitari. Ne Il Mondo Nuovo, Huxley capovolge l'utopia nella distopia utilizzando una satira irriverente. La narrazione è limpida, tuttavia polemica, declamata, quasi favolistica: un particolare tono di sfida si ritrova nella macchinosa construzione del paradosso, nello smantellamento del buon senso e dei luoghi comuni.
Nel mondo di Huxley il calendario segue la numerazione dell'Anno di Ford, il fondatore dello Stato Mondiale perfetto, i cui principi sono: Comunità, Identità, Stabilità. In nome di questi valori, grazie ad uno sviluppo tecnologico senza precedenti, la società è stata suddivisa in classi sociali fisse, determinate dal corredo genetico. Le nascite infatti sono realizzate totalmente con metodi artificiali, si potrebbe dire “in serie”, e ad ogni categoria sono assegnate caratteristiche psico-fisiche che permettono di raggiungere un livello di benessere e felicità “appropriato”. Il condizionamento psicologico viene effettuato col sistema dell'ipnopedia, cioè l'insegnamento nel sonno condotto grazie a particolari apparecchi radio durante tutto il periodo dell'infanzia.
In questa realtà paradossale si sviluppa la storia di Bernardo Marx, appartenente alla prestigiosa classe Alfa Plus, ma dall'animo sovversivo. Accompagnato da Lenina Crowne, una donna perfettamente inquadrata nel sistema, il protagonista si reca nelle terre sconosciute dove incontra John il Selvaggio. Il giovane tenta di spiegare a Bernardo la necessità di recuperare la naturalità, di salvaguardare le tradizioni, di credere nella fede e nell'amore. Colpito dalla sua stravaganza e affascinato dalla possibilità di diventare famoso e venerato, Bernardo porta John nel Mondo Nuovo per mostrarlo alla Comunità come un fenomeno da circo. Tuttavia il ragazzo, incapace di adattarsi alla società alienante e tecnicizzata, si ritira in isolamento conducendo una vita da penitente. Infine, dopo una notte inconsapevole di danze orgiastiche, si toglie la vita sopraffatto dall'orrore per il proprio comportamento immorale. Questo racconto, in apparenza lineare, nasconde tematiche complesse. Analizzando il processo di trasformazione della moderna società industriale, Huxley individua i pericoli dell'efficientismo, della burocrazia, del consumismo, della quantificazione dei principi vitali. L'estraniazione dell'uomo dalla sua essenza biologica, sottolineata dal processo di fecondazione e nascita artificiale, è una forma di dissoluzione totale dell'individuo, una rottura del suo rapporto organico col mondo. Come modello da opporre a tale realtà disumanizzante, lo scrittore riprende il mito del buon selvaggio roussoiano, incarnato dallo sventurato John. Il Selvaggio rappresenta il recupero dell'aggressività istintuale, una calata nel mondo dell'inconscio; ciononostante non diventa un eroe, ma rimane una vittima del sistema, trasformato da figura utopica a simbolo distopico. La denuncia huxleyana non risparmia l'automatismo nel processo lavorativo, la razionalità produttivistica e l'omologazione forzata, alcuni dei grandi mali dell'età moderna che hanno portato alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale.

sabato 22 dicembre 2012

La fine del mondo

Ebbene, il fatidico 21 dicembre 2012 è passato senza significativi cambiamenti per la popolazione terrestre. Siamo tutti sopravvissuti, e forse un po' delusi (perché lo so che nonostante la vostra inappuntabile razionalità, in fondo a voi stessi, nascosta in un angolino, restava quella piccola insignificante domandina: chissà se poi succede qualcosa?). Pazienza, ci saranno altri tempi per alieni, asteroidi e tsunami.
Per ora consolatevi e riflettete leggendo questo brillante racconto di Stefano Benni, pubblicato su La Repubblica per celebrare il grande giorno.

PUBBLICHIAMO la seguente lettera recapitata ieri a duecento capi di Stato del mondo.
Gentili indigeni dirigenti del pianeta T34678, (nel vostro linguaggio" Terra"). 

Il mio nome è Ehy23gbsz44porzkbonalè e sono il direttore generale di Equicosmo, l'agenzia di riscossione tributi della galassia. Mi duole comunicarvi che domani scade il termine della cartella esattoriale inviatavi trent'anni fa. In questo documento si comunicava che siete stati multati per gravi danni all'equilibrio del sistema solare, evasione alla tassa sui rifiuti spaziali, occupazione abusiva di orbita e modifica climatica non autorizzata. La multa, con i diritti di mora, ammonta a: 34000 groz (un groz corrisponde al pil della Cina) per inquinamento e surriscaldamento atmosferico e oceanico 25000 groz per scioglimento ghiacciai 20000 groz per esaurimento riserve idriche, risorse petrolifere e deforestazione selvaggia 34236 groz per mancanza di politica alimentare e aumento della popolazione non sfamabile 11210 groz per estinzione di centomila specie animali e vegetali. groz per IMUPP (tassa sul primo pianeta) 131 groz per danni causati dai vostri satelliti a quelli che voi chiamate Ufo e sono invece i nostri autobus 27 groz per schiamazzi galattici, cioè superamento della soglia di rumori sgradevoli come esplosioni nucleari, MTV e musica negli ascensori 16 groz per spese di cancelleria (i nostri francobolli sono grandi come la vostra Svizzera) 3 groz per shopping non pagato di certa signora Minetti che ha acquistato su Alpha Centauri cosmetici, abitie una pelliccia di skuznzelk per conto della regione Lombardia Come forse sapete, visto i tanti film che avete dedicato alla Fine del Mondo, Equicosmo prevede in caso di inadempienza, la distruzione del pianeta debitore mediante lancio di asteroide gigante. Per voi è stato scelto Calcolino, un calcolo renale di un milione di tonnellate. Ma poiché noi siamo severi ma giusti, potete ancora rimediare.
Avete ventiquattro ore di tempo per ricostruire i ghiacciai, fermare le emissioni inquinanti, fornirci i dati di un piano alimentare mondiale, ricreare geneticamente il Dodo, e far pagare questa Minetti. Sappiamo che ventiquattro ore sono poche, ma avete avuto anni per pensarci. Il precedente avviso di multa fu comunicato a un vostro leader terrestre che si proclamava il più grande statista del mondo. Si comportò malissimo con la nostra postina saturniana, che ha sette culi, poi delirò di persecuzione interplanetaria. A differenza vostra, non prescriviamo i reati e le infrazioni. Potete però compilare il MRC (modulo rinvio catastrofe) il foglietto allegato di sette millimetri che contiene 23 milioni di voci. Un solo errore lo renderà non valido. Esso dovrà pervenire entro al nostro ufficio Perdoni e Dilazioni entro un anno equicosmico, cioè tre secondi terrestri. Uno, due, tre, tempo scaduto.
Anche a noi piace scherzare! Essendo noi di Equicosmo severi ma corruttibili, comunichiamo altresì che un'ora prima dell'impatto con l'asteroide, alcune nostre astronavi atterreranno in piazza San Pietro, nella Death valley e nella salina di Sal'e Porcus. Pagando il biglietto di un groz, o l'equivalente in oro o bund tedeschi, potete avere il biglietto. Possiamo portare in salvo duemila terrestri. La cifra non è comprensiva dei pasti a bordo e va inviata entro mezzanotte al seguente conto: Maya 346, Bank of Cayman, o consegnata a mano all'avvocato Taormina, o ai topi con apposita divisa da hostess, nostri rappresentanti sulla terra. Non pensate a una truffa. Se avete dei dubbi sulla serietà del nostro provvedimento vi informiamo che la nostra stima, una volta avviata la procedura di cancellazione, è che il numero di superstiti umani sia di circa 18 unità. Divertitevi coi vostri soliti sondaggi a capire le loro intenzioni di voto.
Ci dispiace di chiedervi questo sacrificio, comunque necessario per gli equilibri interstellari della cosmozona. Vi diamo comunque un po' di tempo per trasferirvi sul vostro pianeta di scorta, da dove potrete sicuramente assistere all'esplosione in diretta.
Ps. All'ultimo momento ci comunicano, con nostro grande stupore, che voi non avete un pianeta di scorta, ma che la terra è l'unico pianeta che avete a disposizione. Da come vi siete comportati, proprio non sembrava. Purtroppo la procedura è avviata e Calcolino è in viaggio. Potete comunque presentare un reclamo. Ci duole però informarvi che il nostro ufficio reclami è chiuso per le feste stramagniche, che sarebbero le vostre ferie natalizie, e riaprirà il giorno terrestre 27.
Spiacenti. Eravate divertenti, nella vostra stupidità, abbiamo riso molto vedendo la conferenza sul clima di Doha, adoriamo i vostri drammi sugli arbitraggi calcistici e il vostro sport di ammazzare le ex fidanzate, e infine ci sarebbe piaciuto vedere quanti partiti si sarebbero presentati alle elezioni italiane. Ci mancherete. Cordiali saluti Per il servizio Equicosmo il direttore generale Ehy23gbsz44porzkbonalè
© RIPRODUZIONE RISERVATA
STEFANO BENNI

lunedì 3 dicembre 2012

Più consapevolezza, meno consumo: non sottovalutiamo il valore del cibo

Il cibo, non solo come energia fondamentale della vita, ma anche (e soprattutto) come fattore di sviluppo sociale, non casualmente è stato quest'anno il filo conduttore della Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza, svoltasi a Venezia nel secondo weekend di settembre. [n.d.a. In realtà è stato l'argomento della IV Conferenza, svoltasi nel 2008. Ho dovuto attualizzare l'evento in quanto risultava più coerente per il tema in classe.)
Il Convegno, promosso dalla Fondazione Umberto Veronesi, ha visto alcuni fra i maggiori scienziati del mondo impegnati in un interessante dibattito sulle questioni più complesse relative all'alimentazione, dai rischi per la salute, al problema della denutrizione.
La discussione offre sicuramente numerosi punti di riflessione, ma rende anche chiaro quanto sia necessario e urgente un progetto di educazione alimentare su scala mondiale. Si riscontra infatti un doppio problema, solo apparentemente paradossale. Da una parte, in questi ultimi anni, è aumentato in modo esponenziale il numero dei bambini (e non solo) affetti da obesità nei paesi industrializzati. Dall'altra, secondo i dati FAO, più di un miliardo di persone si trova tutt'oggi in condizioni di malnutrizione e denutrizione nei paesi in via di sviluppo.
In realtà, la compresenza nel mondo di obesità e di morte per inedia non è qualcosa di incomprensibile perché l'una dipende dall'altra ed in particolare la mancanza di risorse vitali per le popolazioni più povere è causata dall'eccesso di consumi degli Stati "benestanti".
I Paesi sviluppati, Stati Uniti in primis, hanno applicato il modello consumistico - già sbagliato di per sé - al cibo e all'alimentazione, rendendolo una semplice merce. E' quanto sostiene Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Egli afferma infatti che «per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso la percezione della differenza fra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a quanto costa, ma non al suo più profondo significato». L'organizzazione Slow Food, che già con il solo nome spiega la propria ideologia in netta opposizione al consumistico fast food, si propone di valorizzare la piccola produzione e la qualità dei prodotti locali delle singole regioni. Infatti, il consumo sfrenato alimenta anche trasporti lunghi e inquinanti, problema che si ricollega subito alla questione dello spreco e dei rifiuti. Ma non si tratta solo di una questione economica.
Sebbene non si possano eliminare la povertà e la denutrizione con le sole parole, si può - anzi si deve - promuovere un nuovo modo di approcciarsi al cibo. L'idea che deve essere trasmessa alle popolazioni degli Stati più ricchi è che "mangiando bene" e in un modo consapevole si possono migliorare le condizioni di vita di moltissime persone "meno fortunate".
Per incoraggiare questo modo di pensare potrebbe essere efficace focalizzare l'attenzione sui principi di un'alimentazione corretta. Tutti affermano di conoscere la cosiddetta piramide alimentare, ma pochi in effetti la rispettano. Secondo i dati di una ricerca della SIPREC (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) l'80% della popolazione italiana mangia ogni giorno pasta molto condita accompagnata dal pane, il 45% consuma formaggi più di tre volte alla settimana.
Ma nutrirsi in modo disorganizzato può essere molto rischioso per la salute, soprattutto se ad un'alimentazione inadeguata si unisce una vita sedentaria. E' così infatti che si sviluppano obesità e altri danni all'organismo legati ad essa. E i dati sono sempre più preoccupanti: un recente studio dell'Istituto Superiore di Sanità afferma che il 67% degli uomini e il 57% delle donne in Italia sono sovrappeso. «Chi mangia svolgendo altre attività» scrive inoltre Silvia Maglioni in un suo articolo su www.leonardo.it  «come ad esempio navigare in Internet, è più propenso ad esagerare e ha più voglia di dolci».
D'altro canto, anche la scelta dei prodotti di consumo occupa una posizione centrale nell'educazione alimentare. E' impressionante la diffusione dei ristoranti fast food e il loro successo sconsiderato in Italia, da secoli famosa per la sua cucina unica al mondo. Così come è sconvolgente sapere che il formaggio più venduto nel nostro Paese è il Philadelphia, prodotto negli Stati Uniti e ormai simbolo della globalizzazione per la sua esportazione in tutto il mondo.
Il problema del consumismo si unisce allora a quello della globalizzazione, che sta inesorabilmente cancellando il valore della diversità dell'unicità di ogni singola cultura. L'alimentazione di un popolo contiene un'incredibile quantità di informazioni relative alla sua religione, al suo folklore, all'economia... Per conoscere appieno una civiltà è fondamentale conoscere anche la sua tradizione culinaria.
Per questo, nel 2010, l'UNESCO ha definito la Dieta Mediterranea patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Si legge, nell'atto ufficiale: «La Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità [...]».
Nonostante queste belle parole, qualcuno potrebbe obiettare che non sempre è facile salvaguardare i prodotti locali: essi sono costosi e spesso difficili da trovare. Anche la soluzione del biologico, decisamente caro, sembra essere ormai una semplice moda, piuttosto che un'ideologia.
Meglio mangiare «poco e bene» come afferma un altro motto di Slow Food, ed ecco che il ciclo si chiude e torniamo alla questione della differenza fra valore e prezzo. Dobbiamo renderci conto che  il risparmio non è effettivo se acquistiamo prodotti di assai bassa qualità.
Scegliendo invece di ridurre i consumi e di rivolgerci al meglio, la nostra alimentazione non sarà semplice "nutrizione", ma un'azione sociale e sostenibile. Il nostro benessere sarà anche quello degli altri.

mercoledì 9 novembre 2011

Non ci resta che manifestare


La parola democrazia significa etimologicamente governo del popolo. L’Italia è uno Stato democratico, i cittadini eleggono i propri rappresentanti affinché questi, in loro vece, possano guidare il Paese nel rispetto delle loro volontà. Dunque i cittadini dovrebbero essere soddisfatti dello Stato che loro stessi hanno creato. Purtroppo non è così: i rappresentanti dei cittadini sono stati corrotti dall’avidità e dal desiderio di un sempre maggiore potere. Hanno dato origine ad una casta privilegiata e hanno diminuito progressivamente il potere del cittadino comune, il quale oggi può contare solo sul referendum, sull’iniziativa legislativa popolare e sulla petizione, come strumenti di democrazia diretta. Strumenti però che hanno un valore marginale e risultati effettivi scarsi.
La popolazione, desiderosa di far valere i propri diritti, ha così cominciato ad attuare forme di protesta organizzate, come scioperi e manifestazioni in piazza. Gli scioperi però non vedono grandi adesioni in quanto molte persone, che sono in una situazione economica disagiata, non possono rinunciare allo stipendio di una giornata. Spesso inoltre, attraverso uno sciopero, non si ottengono miglioramenti.
Rimane quindi l’opzione di scendere in piazza e reclamare a gran voce una maggiore giustizia. Ormai si è giunti ad un punto in cui non ha più senso domandarsi se questo sia giusto o sbagliato, perché non c’è alternativa. Ovviamente i grandi cortei hanno lati positivi e negativi e, non ultimo, devono essere organizzati e condotti con responsabilità e giudizio.
Innanzitutto, tenendo conto che l’essere umano è dotato di ragione e dovrebbe essere abituato a risolvere le dispute senza ricorrere alla violenza, una manifestazione deve essere sempre e comunque pacifica. Purtroppo, un grande assembramento di gente e la confusione che ne deriva crea molto spesso un’occasione per atti violenti e di carattere rivoltoso da parte di gruppi estremisti o vandalici (probabilmente guidati e incitati da forze occulte). Questo porta inevitabilmente al fallimento della manifestazione e al suo screditamento da parte dei media.
Tuttavia, molte volte, è proprio grazie alla diffusione delle immagini tramite la televisione o il web, che le manifestazioni di piazza hanno grande successo. Per successo s’intende non solo un grande numero di persone presenti, ma anche il coinvolgimento emotivo di coloro che non possono partecipare per via della lontananza o altri impedimenti. Infatti una manifestazione non ha solo il fine di influenzare l’azione di coloro che hanno il potere, ma anche quello di sensibilizzare il resto della popolazione riguardo un certo problema: con la volontà di un maggior numero di persone è più facile ottenere un risultato, un cambiamento.
Per quali ragioni quindi si dovrebbe gridare a gran voce la propria indignazione, organizzare cortei, occupare edifici? Le motivazioni sono innumerevoli e cambiano a seconda della condizione sociale, del luogo in cui si vive, della professione che si esercita. Nonostante ciò, è impossibile negare che il nostro Paese stia subendo una profonda crisi, non solo a livello economico, ma in tutti i settori della sua organizzazione. E’ pertanto corretto scendere in piazza per reclamare una maggiore uguaglianza, una maggiore libertà di stampa e di pensiero, per poter definire sinceramente l’Italia uno stato libero. E’ necessario denunciare il lusso scandaloso della classe dirigente, e il suo assente interessamento al problema della disoccupazione e del crescente impoverimento delle famiglie italiane, per non rischiare un crollo finanziario. E’ fondamentale cercare di salvare il diritto all’istruzione, costantemente minacciato da riforme che mirano ad un abbassamento culturale della popolazione media. E’ infine giusto reclamare una maggiore attenzione ai problemi ambientali, chiedere servizi di trasporto più funzionali ed ecologici, perché non si deve dimenticare, che se la barca affonda, i passeggeri affondano con essa.

giovedì 28 luglio 2011

Razza di deficienti! [cit.]

Vi giro la mail che mi ha inviato Greenpeace proprio oggi.
Traete le vostre conclusioni.

Guarda la lenta morte di una tigre di Sumatra ferita e intrappolata. Con questo video shock denunciamo ancora una volta i crimini forestali commessi dalla multinazionale APP (Asia Pulp and Paper). Il video è stato realizzato da un membro dello staff di Greenpeace che ha seguito il tentativo di salvataggio della tigre ad opera delle guardie forestali.

A causa della distruzione delle loro foreste, le ultime tigri di Sumatra sono costrette ad avvicinarsi sempre di più agli insediamenti umani dove restano vittima delle trappole per la cattura dei cinghiali. Ogni anno, infatti, solo nella provincia di Riau 1.600 kmq di foresta, una superficie superiore all'intera area urbana di Roma, vengono distrutti a causa della produzione di polpa di cellulosa e olio di palma.

Se APP non trattasse preziosi ecosistemi come carta straccia e per farne packaging, quel magnifico esemplare di tigre non si sarebbe mai avvicinato a un villaggio, restando intrappolato fino a morire dopo sette giorni di agonia.

Qualche mese fa abbiamo scoperto che parte del packaging usa e getta prodotto da APP viene utilizzato dalle grandi multinazionali dei giocattoli come Mattel, Disney e Hasbro. Per questo stiamo facendo pressione su queste aziende affinché interrompano completamente i loro legami commerciali con un campione della deforestazione.


 


Non ci sono parole per descrivere questo orrore, ma anch'io ho tratto le mie conclusioni, e si riducono ad un solo concetto: il profitto. La distruzione di interi ecosistemi, lo sterminio della Natura che ogni giorno ci dà sostentamento, un Pianeta ucciso lentamente, quasi con perversione, semplicemente per il desiderio di ricchezza.
In pratica stiamo distruggendo la nostra casa. Stiamo deliberatamente affondando la barca su cui navighiamo. E per cosa poi? Per essere più ricchi?
Il problema è che abbiamo frainteso il significato della parola ricchezza. Il denaro non dà la felicità - ormai lo hanno già detto in molti - ma semplicemente il desiderio di avere altro denaro. E chiamereste felice una vita corrotta da una costante insoddisfazione, da una ricerca ossessiva di...pezzettini di carta? Perché alla fine, se ci pensate, cosa sono i soldi? Pezzettini di carta. Ok, non averne comporterebbe una vita di grandi sacrifici (notate che non ho detto che non si potrebbe vivere) e non mi vergogno nel dire che li ritengo necessari per la vita che conduco, ma di certo il denaro non occupa una posizione di rilievo nella mia scala personale dei valori della vita. Detto ciò, io credo che la vera ricchezza sia quella interiore. Senza mettermi a fare complesse disquisizioni filosofiche, dico soltanto che una persona può definirsi ricca nel momento in cui riesce a gioire della propria vita, a sentirsi in pace con se stessa e in armonia con la realtà che la circonda. E non è forse questo essere felici?
Evidentemente alcune molte persone, purtroppo, non la pensano così. Se pensate che ci sono persone che venderebbero l'anima per il denaro o per il potere...
Tutto ciò non è normale. Che razza di deficienti! [cit.]

giovedì 16 giugno 2011

Un blog... a impatto zero! [parte seconda]

AGGIORNATO A SETTEMBRE 2014: L'INIZIATIVA CO2 NEUTRAL E' STATA SOSPESA

Cari lettori,
come ho scritto in un recente post, ho deciso di rendere "ecologico" il mio blog aderendo all'iniziativa CO2 NEUTRAL promossa da Doveconviene.it. Per fare un po' di chiarezza su questo progetto scrivo, su gentile suggerimento di un responsabile, qualche informazione in più riguardo a questa iniziativa.

Innanzitutto, perché piantare un albero?
Da alcuni studi (vedi Un blog... a impatto zero! ) risulta che un blog produce almeno 3,6kg di CO2 l’anno, mentre un albero ne elimina 5 e vive in media 50 anni.  Contribuendo a piantarne uno si può continuare a scrivere sul proprio blog per il prossimo mezzo secolo!

Chi si occupa di piantare gli alberi? E dove vengono piantati?
Doveconviene.it ha iniziato una efficace collaborazione con l'iniziativa tedesca I plant a tree che ha realizzato e continua a promuovere opere di riforestazione in diverse aree. Il progetto a cui si partecipa, aderendo a CO2 NEUTRAL, si sta svolgendo a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt) ed è abbastanza importante, con la piantagione di 27,000 alberi su 3,4 ettari. L'area è un terreno soggetto a forestazione per la prima volta e si trova sulla strada B107, sulla destra appena prima di arrivare appunto al piccolo villaggio di Göritz. Per maggiori dettagli sul progetto, la scelta delle piante e l'ecosistema in cui si inserisce, visita http://www.iplantatree.org/project/7

Come fare per aderire all'iniziativa?
1. Scrivi un post sul tuo blog su questa iniziativa di Doveconviene.it, dicendo che il tuo è un blog o sito ad impatto zero.
2. Scegli il bottone che preferisci tra quelli proposti e inseriscilo sul tuo blog, ad esempio nella barra laterale
3. Segnala il link del tuo post scrivendo a co2neutral@doveconviene.it
4. Doveconviene.it, in collaborazione con I plant a tree, pianterà un albero per te, rendendo il tuo blog a impatto zero di CO2!



Infine, qualche informazine sul lavoro di Doveconviene.it

 Doveconviene.it raccoglie i volantini della catene commerciali (Mediaworld, Unieuro, Ikea solo per citarne alcune), in modo che gli utenti possano sfogliare i volantini e confrontare le offerte in un unico luogo prima di fare acquisti.


I volantini digitali, oltre a consentire di risparmiare tempo e denaro facendo acquisti, sono anche un’alternativa ecologica, pulita e trasparente di informazione verso i consumatori rispetto al volantinaggio cartaceo, che è una delle maggiori fonti di spreco di carta (ogni anno 500.000 tonnellate di carta vengono impiegate per stamparli, pari a 3 milioni di alberi).
Grazie ad internet ed ai volantini digitali è possibile quindi salvaguardare anche il nostro pianeta. Vantaggi per il consumatore, per le aziende e e anche per l’ambiente.

venerdì 3 giugno 2011

Un blog... a impatto zero!


AGGIORNATO A SETTEMBRE 2014: L'INIZIATIVA CO2 NEUTRAL E' STATA SOSPESA

Il Pianeta Terra è malato, infettato da un parassita chiamato uomo che, giorno dopo giorno, sta distruggendo la sua fonte di sostentamento. E' un processo irreversibile? Alcuni lo pensano, molti se ne preoccupano, ma pochi se ne occupano. A nessuno viene chiesto l'impossibile, ma semplicemente collaborazione. Collaborazione per respirare aria più pulita, per correre in prati privi di rifiuti, per vivere sereni in perfetta armonia con l'ambiente che ci circonda, con la Natura che ogni giorno ci nutre.


Io faccio quanto mi è possibile per la salvaguardia dell'ambiente, praticando la raccolta differenziata, usando l'energia solare dei pannelli fotovoltaici, facendo docce brevi, gettando i rifiuti nei cestini. Mi rendo conto che sono piccole cose e che ci vorrebbe ben altro per rimettere in sesto questo mondo un po' fiacco... Ma ecco che mi si presenta una bella occasione per contribuire alle cure per il nostro Pianeta.
Grazie alla blogger MaryG90 ho scoperto un'interessante iniziativa, chiamata Carbon Neutral, che si propone di diminuire l'emissione di CO2 nell'atmosfera, piantando alberi nel mondo. Ma che collegamento c'è fra il mio blog e questa iniziativa? Facciamo un passo indietro.
Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico dell'università di Harvard, ha affermato che «un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita».(fonte: Doveconviene). Dunque, per neutralizzare l'impatto ecologico del mio blog è sufficiente che venga piantato un nuovo albero.



Sorpresi, miei cari lettori? Ebbene sì, da ora siete ufficialmente autorizzati a sentirvi in colpa per tutte le ore che passate a vagare sul web senza una meta precisa (ps.Se non sapete cosa fare, perché non venite un po' qui e lasciate qualche commentino? :P), ma se non ne siete ancora convinti, date un'occhiata qui.

Detto questo, sono lieta di annunciarvi che da oggi, il mio blog sarà CO2 NEUTRAL, perciò potrete venire qui tuuuutte le volte che vorrete, senza preoccuparvi del vostro terribile impatto ecologico! ;)
Scherzi a parte, vi invito a diffondere l'iniziativa perché mi sembra un'ottima occasione per contribuire al benessere del Pianeta con uno sforzo minimo e, perché no?, dare un tocco d'originalità al vostro angolino web.

domenica 2 gennaio 2011

Giornata mondiale della pace

Quanti di voi sapevano che ieri, 1° gennaio, si "festeggiava" la Giornata mondiale della pace? Devo ammettere che purtroppo fino a oggi non lo sapevo neanch'io...del resto, pare non ci sia un grande interesse a ricordarlo da parte di chi dovrebbe. E la gente non viene informata (e non si informa) a proposito.
Per fortuna c'è chi guarda più in là dei propri interessi personali e capisce che è necessario pensare al bene comune, non solo della propria nazione, ma dell'umanità intera.
Pensateci.... Ci è stata regalata una nave, una nave che ci sembrava tanto grande e bella, ma che prestissimo si è riempita. Si è riempita talmente che abbiamo dovuto dividerla in reparti: qualche furbo ha pensato bene di crearne alcuni di lusso, dove pochi di noi se ne stanno comodi in poltrona, e altri dove abbiamo radunato troppe persone tutte schiacciate. In questo modo la nave ha cominciato a sbilanciarsi e ha subito profonde rotture... Ora stenta a procedere, la nostra povera e vecchia nave, stenta a procedere e potrebbe anche affondare, ma chi ci pensa? I ricchi in poltrona no di certo...la barca non è mica la loro. E tutte quelle povere persone schiacciate e stipate? Loro non ce la fanno, a malapena riescono a sopravvivere. Ma non basta tutto questo, perchè alcuni ricchi non sono più soddisfatti della loro bella poltrona e ne vorrebbero una ancora più soffice e comoda: la colpa è di tutte quelle persone stipate! Facciamo la guerra contro di loro! E nel frattempo altri ricchi pensano: la tua poltrona è più bella della mia, non è giusto, ti dichiaro guerra! E così, la vecchia nave si trasforma in un teatro di macabri spettacoli, ma nonostante ciò, continua ad imbarcare acqua e sempre più velocemente...

Da www.ilfattoquotidiano.it
La campagna “Bandiere di pace” ha preso il via oggi 1° gennaio 2011, giornata mondiale della pace, e si concluderà domenica 25 settembre 2011, giorno in cui si svolgerà  la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi. Tutti i cittadini sono invitati ad appendere la bandiera al balcone di casa (ufficio, negozio, scuola…), scattare una foto e inviarla all’indirizzo redazione@perlapace.it.

Dichiarazione di pace
L’Italia che compie 150 anni ha una gran bella Costituzione. L’Italia, che compie 150 anni, ripudia la guerra, lavora per la pace e la giustizia, promuove la sicurezza umana e la democrazia internazionale rafforzando l’Unione Europea e l’Onu. Smette di fare la guerra in Afghanistan e costruisce la pace in Medio Oriente, in Africa e nel resto del mondo. Lotta contro la povertà e le disuguaglianze sociali nelle nostre città, in Europa e nel mondo e promuove un lavoro dignitoso per tutti. Taglia le spese militari e smette di vendere armi nel mondo. Investe sull’educazione, sulla cultura, sulla formazione e sul protagonismo dei giovani. Rispetta i diritti umani, a cominciare da quelli dei migranti che vivono e nascono nel nostro paese, e si batte contro le mafie, la corruzione, l’illegalità e ogni forma di razzismo e di violenza. Cura la Terra, difende i beni comuni e promuove nuovi stili di vita. Questa è l’Italia che amo, che festeggio e che voglio costruire.(www.perlapace.it)

sabato 1 gennaio 2011

Cominciamo male

Anno nuovo, vita nuova? Per queste povere creature proprio no: gabbia, torture, ordini, sporcizia, dolore. Così hanno sempre vissuto e non li attende un anno migliore.
Fermiamo questa inutile crudeltà!

lunedì 22 novembre 2010

Scienza e saggezza: una collaborazione vincente

In un’intervista del 2006, pubblicata da Il Corriere della Sera, la scienziata Rita Levi Montalcini ha affermato: 
“La conoscenza è per definizione un bene – forse il bene primario dell’uomo – perché senza di essa non possono esistere le altre libertà fondamentali a cui ci si appella di continuo. Gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza. La soluzione dei problemi che affliggono il genere umano, fino a porne in pericolo la sopravvivenza, spettano in pari misura a filosofi, uomini di religione, educatori.”
Questa riflessione, pur dimostrando grande saggezza, non è completamente corretta.
Senza dubbio solo la conoscenza può garantire l’autonomia, cioè la base della vera libertà degli uomini: solo chi riesce a pensare e ad agire in modo autonomo, chi esce dagli schemi, chi non ha paura di essere diverso si può definire libero. Se si permette ad altre persone di condizionare la propria esistenza, si perde subito l’amata libertà, infatti l’influenza del pensiero altrui può far compiere delle azioni di cui in seguito è facile pentirsi. Essere condizionati da qualcuno significa essere alla sua mercé. Dunque, l’unico modo per liberarsi di tutte le influenze è quello di conoscere quanto più è possibile, essere consapevoli di ciò che ci sta intorno. Solo quando si raggiunge un alto livello di comprensione e conoscenza di tutte le cose si può pensare liberamente, nel vero senso della parola, perché solo a quel punto si riescono a capire e ad evitare gli errori degli altri.
Ritornando all’affermazione della Montalcini, è sicuramente corretto pensare che gli scienziati non siano le uniche persone sagge. Come tutti gli esseri umani, gli scienziati hanno la possibilità di sbagliare, sia per quanto riguarda la loro attività, sia per quanto riguarda le loro convinzioni o riflessioni, tant’è vero che alcune delle teorie di Einstein, forse lo scienziato più famoso della storia e una mente geniale, sono state ultimamente smentite. Inoltre non si può legare strettamente il concetto di saggezza ad altri come intelligenza o sapienza poiché al mondo ci sono persone sagge che non sono particolarmente colte o intelligenti e purtroppo ci sono molte persone con grandi capacità, ma che agiscono senza saggezza.
Quando la Montalcini si riferisce ai “problemi che affliggono il genere umano”, il concetto non risulta molto chiaro. Innanzitutto sarebbe necessario specificare meglio di cosa si sta parlando: problemi legati all’ambiente, alla società o più generalmente a entrambi? E’ più probabile quest’ultima opzione considerando il fatto che i più gravi problemi dell’umanità (guerre lunghe e sanguinose, povertà ben oltre i limiti della dignità, eventi climatici disastrosi) dipendono contemporaneamente da condizioni ambientali e sociali. Inoltre non è del tutto esatto che principalmente, o solamente, filosofi, religiosi ed educatori debbano occuparsi dei problemi del genere umano. I filosofi possono sì elaborare teorie e possibili soluzioni, ma hanno anche sicuramente bisogno di persone con le capacità e la possibilità di metterle in pratica. I religiosi dovrebbero trasmettere i giusti valori e difendere i deboli, ma non sempre si impegnano in nel loro compito e in ogni caso questo non basterebbe a risolvere i problemi maggiori. Infine gli insegnanti hanno l’importante responsabilità di educare le nuove generazioni, compito difficile, ma assolutamente necessario affinché la conoscenza non vada perduta e con essa la libertà. Purtroppo anche l’impegno degli insegnanti non può, da solo, salvare l’umanità. Dunque la soluzione totale dei problemi non è un’utopia, ma si può ottenere solo con un grande lavoro di collaborazione e cooperazione fra diverse categorie di persone, e il maggior sforzo dovrebbe essere compiuto da coloro che guidano le comunità, i quali spesso pensano più all’interesse personale che al benessere e alla salute della società.

sabato 30 ottobre 2010

Memorie di una pendolare


Corri Treno,
luce lontana
nello scuro mattino.
Inesorabile arrivi:
vento freddo
nel buio.
Arrivi, ti fermi e vai.

Corri Treno,
verso il giorno nascente.
Luci di paese.
Buio.
Aurora di campagna:
manto dorato,
sorriso di porpora.

Corri Treno...
Nessuno più 
alza il cappello
al tuo passaggio
ma tutti ti sentono:
fischio nel buio
sveglia del mattino.

Corri Treno...
Luci di città:
stelle di terra
aurora dell'Uomo.
Portami con te,
verso il giorno nascente
verso la vita.

Corri...
instancabile avversario del Tempo.



venerdì 6 agosto 2010

Moltitudine inarrestabile

L'Uomo sta distruggendo la propria casa, un posto (che era) meraviglioso chiamato Terra.
Non dimentichiamoci il famoso proverbio che sembra accomunare le popolazioni che più vivono a contatto con la Natura, dagli Indiani d'America alle tribù africane:

“Non abbiamo ereditato la Terra dai nostri antenati, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”
 Troppo numerosi i fallimenti dei governi di tutte le Nazioni, che almeno apparentemente si erano impegnati per la salute del nostro pianeta. Non si puo' più dire che siamo sull'orlo del baratro, perchè stiamo già scivolando giù, ad una velocità impressionante.
L'impatto dell'Uomo sull'ambiente sta avendo conseguenze disastrose in tutto il mondo. Il clima si sta estremizzando, l'inquinamento uccide non solo gli animali, la deforestazione sta riducendo la biodiversità a ritmi spaventosi...

Ma voglio credere che non tutto sia perduto e che con la buona volontà si possa fare ancora tanto per cambiare questa triste situazione. Dunque, ecco a voi due video per riflettere.