mercoledì 29 agosto 2012

Ferrara Buskers Festival 2012

Città di cultura e di biciclette, Ferrara ospita ogni anno (dal lontano 1988) artisti di strada di ogni genere e nazione, nell'ambito del Buskers Festival. Come scritto sulle magliette esposte presso i punti vendita del festival, un Busker è una persona che canta o suona per strada, a diretto contatto con il pubblico.
Quest'anno la manifestazione si è svolta nella settimana 18-26 agosto ed ha visto protagonisti, oltre a meritevoli musicisti, anche numerosi giocolieri, clown e mimi, che hanno ben conquistato l'attenzione dei più piccoli. Il caldo soffocante non ha scoraggiato turisti ed appassionati del festival, che hanno riempito le piazze e i vicoli, nonché i locali del centro per cercare un po' di frescura. E' stata stimata, infatti, la presenza di oltre 800mila visitatori, di cui molti giovani.

***

Il Buskers Festival nasce come un'iniziativa volta alla valorizzazione della musica di strada, che non ha nulla da invidiare a tipologie di arte più "formali", ma che spesso viene disdegnata e addirittura vietata in certi Paesi.
Ma se si considera l'arte un mezzo per "comunicare" sensazioni, emozioni e passioni, allora la musica di strada è arte al cento per cento. Non c'è contatto più diretto fra artista e pubblico: i musicisti sono lì, a pochi passi. Se poi, con un po' di fortuna si riesce a conquistare un posto in prima fila, allora non si può rimanere estranei alla loro carica travolgente.
Sebbene il loro "cappello" sia sempre pronto per accogliere offerte, i Buskers non suonano per denaro, né per desiderio di gloria. Si legge la passione nei loro occhi - assorti, sorridenti, deliranti talvolta - e questa passione invade, inevitabilmente, chi li ascolta, invitando tutti a ballare, cantare, battere il ritmo, insomma a partecipare allo spettacolo. E' questa la cosa più bella della musica di strada: non si è semplici spettatori, ma si partecipa a realizzare e a migliorare l'esibizione, unendo il proprio divertimento a quello degli artisti e delle altre persone.
Tuttavia, la musica di strada non è solo svago, ma anche fonte d'insegnamento. E' incredibile come sia facile, grazie ai Buskers, scoprire (e incominciare immediatamente ad apprezzare) nuovi tipi di musica, ai quali prima non si era data la minima attenzione. Jazz, Folk, Country, Swing, Reggae, Ska... Generi poco conosciuti dalle masse infatuate dalle canzonette commerciali. Eppure si vedono in piazza, radunate a cerchio intorno a band sconosciute, persone di ogni età rapite nel più puro divertimento. Questo è il segno che la buona musica non è ancora stata sconfitta. Nonostante tutto, la musica è ancora bella solo per se stessa, non per il nome di chi la crea.
E ancora, essere musicisti di strada vuol dire anche essere inventori. Perché con un violoncello non si suona solo musica classica, perché non importa avere la batteria per suonare il rock, perché si può fare delle bottiglie di vetro un ottimo strumento. La capacità di creare musica "improbabile" è un merito notevole per i Buskers, che spesso hanno più originalità di tanti idoli musicali oggi decantati.
 
Passione, divertimento, emozione, ma anche sacrifici... La musica di strada riassume la vita di uomini liberi.

***

Dopo questa breve apologia di un'arte considerata "da poveri", segnalo i gruppi che più mi hanno colpito, durante la mia visita al Buskers Festival.

ABC - Against Babylon Corporation















Skarallaos
Link a Myspace














The Bottles Boys
Link a Twitter













Bandaradan
Sito Ufficiale



















Cornalusa
Link a Myspace

Nessun commento:

Posta un commento