venerdì 29 giugno 2012

Ridi, che ti passa!


In questo afoso pomeriggio di giugno sono in modalità recupero forze dopo Mirabilandia. Mi accorgo con un certo disappunto autocritico di aver trascurato il blog, in questi ultimi mesi. Perdita di ispirazione, forse pigrizia, certo è che avrei dovuto impegnarmi di più... Beh, pazienza, staremo a vedere [cit] magari l'estate porterà consiglio.

Intanto facciamoci qualche bella risata, ricordando gli episodi più divertenti e le gaffe di studenti e professori della ormai leggendaria (non per vantarmi eh, no, no assolutamente :D ) 4As del Liceo Torricelli di Faenza. 
Ringrazio Leo per aver trascritto al computer le frasi più belle!


Prof di Arte: A cosa devo stare attenta durante l'anno?
Gaia: Alla Savoia!


Cardelli: Ma Epicuro... E' quello della sindrome di Epicuro?

Prof D'Italiano: (correggendo una versione) Abbiamo saltato una frase...
Ale: Oh no, se n'è accorta!


Bandini: Ma è vero che guardando la TV muoiono i neuroni?


Prof di Fisica: Dai, Massimiliano, vieni tu, che l'altra volta non c'eri.
Cardelli: Ma anch'io non c'ero!
Prof: Perché volevi venire tu?
Cardelli: No, ma che scherzi?!

Prof d’Inglese: ... E state attenti, perché ci saranno dei test a sorpresa di lessico durante l’anno!
Cardelli: D’Inglese?

(esempi sull'uso dei pronomi relativi in inglese)
Valentina: The man who lives in Faenza...
Prof d’Inglese: Dai, un po’ più di fantasia! Daniele, dimmi tu!
Daniele: The man who lives in Faenza...
Prof d’Inglese: Ma allora!

Massi: La pallavolo è bella!
Prof di Fisica: Ma in televisione non tanto...
Massi: Io guardo le donne
Prof di Fisica: Perchè te guardi le... sì, ho capito!
Massi: Anche i maschi!
Prof di Fisica: Ah... Anche i maschi!!

Cardelli: C’è un limite di crescita del pelo? Perchè a me tipo... non cresce... più!

Prof di Filosofia: Io i vostri nomi me li ricordo! (Poi, rivolta a Chiara) Tu sei... Silvia!
Dalla classe: No, Silvio!
Prof di Filosofia: Lasciamo stare Silvio, uno così è malato! Io posso capire un giovane che si esplica in quel... modo, ma uno come lui! Poi ultimamente ha anche il parrucchino fuori posto!

(Liverani sta mandando baci a Davide)
Prof di Fisica: Adesso fai il minuto della vergogna!

Cardelli: Ieri sono andato al consorzio per comprare del nitrato di potassio, poi ci ho messo dello zucchero per fare un fumogeno, però... ha fatto solo fumo!

Gaia: Ma è vero che nella red bull ci sono le palle del toro?
Prof di Filosofia: I tori avrebbero qualcosa da ridire... bisognerebbe trovare un donatore. Ora, al di là di queste fantasie di alcune ragazze...
Liverani: Abbiamo capito come è nato il minotauro!

Prof di Italiano: Cosa sono i mantici?
Cardelli: Sono quei pesci...

Prof di Fisica: Perchè il pattinatore si stringe a sè quando deve girare su se stesso?
Dalla classe: Perchè ha freddo!

Prof d’Italiano: Stai zitto Cardelli che non hai neanche la versione!
Cardelli: Ma ho il libro!
Prof d'Italiano: ...Infatti non è sul libro!

Prof d’Italiano: Cosa significa che Circe trasforma gli uomini in maiali?
Ilenia: (sorridendo senza sapere bene cosa dire) Che gli uomini sono...
Prof d'Italiano: ...Che gli uomini sono dei maiali?!

(Durante la cogestione)
Bandini: (sbuffando) Non ho capito perchè devo fare come attività ‘Cinema e follia’!
Prof di Storia: Farei una battuta, ma non è il caso...

(In classe si parla dell’Eneide)
Massi: Prof, ma perchè ‘sta Troia era così importante?
Prof d’Italiano: Err... la domanda non era ben posta

Prof di Fisica: Fate finta di appoggiare un piede sulla neve fresca e vedete che sprofondate, poi arriva una vostra amica con le racchette ai piedi e non sprofonda, così dite: ‘Oh, sono ingrassata!’

Bidella: C’è questa ragazzina che deve uscire: Geminiani... Daniele

Ale: Ma il tedesco è brutto... Si parla solo in Tedeschia!


Prof di Fisica: Bene, interroghiamo... Eleonora.
Bandini: Non c’è prof, è uscita dalla classe con orbita parabolica
(Suona l’allarme del lab. di informatica che produce un sibilo assurdo)
Liverani: Ma cosa sono, ultrasuoni?! C’è un delfino! E’ Ulisse, delfino curioso!
Prof Fisica: Ulisse è entrato nel laboratorio di informatica! Ulisse maledetto, ne faccio filetto! Così finì sulle tavole degli Italiani... Poi c’è quel bambinetto che è da vent’anni che va in quell’acquario! –Oh Ulisse, Ulisse dove sei??- -E dove vuoi che sia?!?! Son sempre qui, maledetto rompiballe!-
E per finire...
*rullo di tamburi*
 ... Le perle della prof di Arte!
1. Leonardo non smesse mai di disegnare 
2. La bizzaria.
3. e infine lo storico PARALLEPIPEDO
Qualcuno prima o poi dovrà dirle che si dice PARALLELEPIPEDO ...


Oggi non mi sento particolarmente malinconica, ma devo ammettere che rileggendo tutte queste capperatine mi è venuta un po' di tristezza. Se penso che rimane così poco tempo per stare tutti insieme...
In ogni caso, ringrazio ancora una volta tutti i miei amici, per la compagnia e per la simpatia che mi hanno regalato in questi anni. E sono fiera di appartenere ad una classe che si è distinta per così tanti meriti in un solo anno! :D

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
   E lui rispose dicendo:
   Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
   E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
   E' la vostra mensa e il vostro focolare.
   Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

   Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
   E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
   Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
   Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
   La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
   E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
   Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

   E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
   Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
   Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
   Cercatelo sempre nelle ore di vita.
   Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
   E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
   Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
 da Il profeta, di Kahilil Gibran

domenica 27 maggio 2012

I poeti morti non scrivono gialli

PREMESSE:
1. Questa recensione è stata scritta con l'intento di vincere un concorso, dunque non è particolarmente sincera. In altre parole, nonostante gli elogi, il libro non è speciale.
2. Non ho vinto niente per il concorso di cui sopra, ma considerando i premi in palio (gioco di parole che solo pochi capiranno) non mi sono persa niente.
3. Però mi mi sembrava bella come recensione, uffa.

 
I poeti morti non scrivono gialli
Di Bjorn Larsson
 
La Svezia, patria del thriller contemporaneo, regala la sua suggestiva atmosfera ad un romanzo nuovo, un ibrido generato da un originale esperimento letterario. I poeti morti non scrivono gialli, questo il titolo dell’opera di Bjorn Larsson, viene definito in copertina «una specie di giallo», ma di tale genere non ha che l’involucro esterno. Ciò che infatti si cela dietro la struttura - forse non proprio perfetta - di un romanzo poliziesco è una profonda riflessione sul significato della poesia e dell’essere poeti.
E non a caso è un poeta, Jan Y. Nilsson, classico esempio di genio e sregolatezza, ad essere trovato impiccato nel proprio peschereccio dall’editore Karl Petersen. Egli lo aveva convinto a scrivere un thriller ed era pronto a festeggiare un sicuro successo: un buon movente per un omicidio, sospetta il commissario Barck, secondo il quale il poeta potrebbe essere stato messo a tacere per via dei contenuti “scomodi” del romanzo prossimo all’uscita. Ma appena avviata, l’indagine procede a rilento. Pochi indizi, nessuna prova. Fin a quando l’astuto poliziotto – anch’egli aspirante poeta – non si domanda se non sia l’opera stessa di Jan Y. a contenere la soluzione…
Prende così il via il gioco della storia nella storia, una raffinata mise en abîme presa come spunto per un’autocritica e un’analisi che Larsson fa del proprio romanzo. Ammettendo forse qualche debolezza nella costruzione dell’intreccio, l’autore tiene comunque a far notare che la sua opera è qualcosa di più di un banale giallo. Egli descrive infatti personaggi talvolta poco realistici, esagerati. E’ la prova dell’ingenuità di un debuttante giallista o si tratta piuttosto di una ricercata parodia degli stereotipi di questo genere?
Alle indagini sulla misteriosa morte del poeta si affianca poi una ricerca più intima sul potere della poesia che con «una frase può spingere la realtà di dieci centimetri più in là». Sembra una forza sconvolgente, che spaventa al punto da spingere all’omicidio. E’ questa una dura critica a tutte le istituzioni che nel corso della Storia hanno frenato la libertà di stampa ed espressione, eliminando il dissenso. Eppure Jan Y. non deve essere ricordato come provocatore, ma piuttosto come una persona che ha sempre creduto nella scrittura per passione, un poeta.
Sebbene danneggiato da una traduzione imperfetta, che presenta frasi di banale costruzione sintattica e imbarazzanti errori grammaticali, I poeti morti non scrivono gialli è sicuramente un romanzo piacevole, che si distingue per la sensibilità poetica e la sottile ironia da leggere fra le righe.

venerdì 20 aprile 2012

Solitudine


Oh giovane sdegnoso spirito
i tuoi occhi
nascondono lacrime.

Oh fragile cuore incompreso
la tua difesa
è il silenzio.